venerdì 30 dicembre 2016

I libri del mese #Dicembre2016: Una mattina di ottobre - Caffè amaro - La moglie bugiarda

Buon pomeriggio ragazzi!
Questo è l'ultimo post del 2016. Un altro anno volge al termine, un anno che per me è stato molto difficile, ma anche speciale. Speciale perché a giugno ho deciso di aprire questo mio piccolo angolino che continua a darmi tante soddisfazioni e che è una mia minuscola fonte di felicità!
Quindi ricorderò questo 2016 anche per questo!

Ma bando alle ciance, vi lascio al mio parere sui libri che ho letto nei mesi scorsi, ma di cui non sono riuscita a pubblicare la recensione. Infatti a dicembre, tra influenza e malessere generale, non sono riuscita ad aprire molti libri.
Coincidenza non voluta, sono tre storie scritte da donne e con protagoniste donne.
Una mattina di ottobre e Caffè amaro sono ambientati nella nostra Italia, a Roma e in Sicilia, e si sviluppano più o meno nello stesso periodo storico. Due storie forti e delicate allo stesso tempo che mi hanno colpito molto.
La moglie bugiarda è invece  il flop del mese, copia di libri già letti.
Ma vi lascio alle recensioni più dettagliate e vi auguro un felice anno nuovo ^_^

UNA MATTINA DI OTTOBRE di Virginia Bayles

"E' solo un bambino, pensa. Un bambino smarrito. Molti non sono tagliati per fare i genitori, oppure non sono ancora pronti: eppure ci riescono. Lei farà di meglio. Il ricordo corre a quell'inetta di sua madre e, per un attimo, la rivede appoggiata a uno stipite della porta, che piagnucola come una bimba viziata. Sicuramente lei saprà fare di meglio. Pensa a tutti i bambini con malformazioni o malattie, mentre lui è lì nella sua sconvolgente perfezione, sano, curato e amato fin dalla nascita. Chiara deve solo aiutarlo a superare il dolore. E lei col dolore ci sa fare: si è esercitata abbastanza."

EDITORE: Nord
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 gennaio 2016
PREZZO DI COPERTINA: 16,90€
PREZZO EBOOK: 9,99€
PAGINE: 407

SINOSSI: L'alba color acciaio è fredda come la pioggia sottile che si deposita silenziosa tra i suoi capelli e le scivola lungo il collo. Chiara Ravello però ha smesso di farci caso nell'istante in cui si è inoltrata nel quartiere ebraico. Ha come la sensazione che quei vicoli siano stati svuotati di vita e non rimanga che l'eco di una sofferenza muta. Quando sbuca in una piazza, Chiara vede un camion sul quale sono ammassate diverse persone. Tra di esse, nota una madre seduta accanto al figlio. Le due donne si fissano per alcuni secondi. Non si scambiano nemmeno una parola, basta quello sguardo. Chiara capisce e, all'improvviso, incurante del pericolo, inizia a gridare che quel bambino è suo nipote. Con sua grande sorpresa, i soldati fanno scendere il piccolo e mettono in moto il camion, lasciandoli soli, mano nella mano. Sono passati trent'anni dal rastrellamento del ghetto di Roma e, all'apparenza, Chiara conduce un'esistenza felice. Abita in un bell'appartamento in centro, ha un lavoro che ama, è circondata da amici sinceri. Tuttavia su di lei grava il peso del rimpianto per quanto accaduto con Daniele, il bambino che ha cresciuto come se fosse suo e che poi, una volta adulto, è svanito nel nulla, spezzandole il cuore. E, quando si presenta alla sua porta una ragazza che sostiene di essere la figlia di Daniele, per Chiara arriva il momento di fare i conti con gli errori commessi, con le scelte sbagliate, con i segreti taciuti troppo a lungo.

LA MIA OPINIONE 

Escludendo la confusione a inizio libro, che mi ha accompagnato fino a quando nella mia mente non si sono delineati con precisione nomi dei personaggi ed epoche, e il finale, la storia è davvero degna di nota.
Il racconto è ambientato a Roma tra la seconda guerra mondiale e gli anni '70 ed è strutturato in capitoli nei quali alternativamente si narrano le vicende di Chiara e Daniele negli anni '40 e di Chiara e Maria, la figlia di Daniele, 30 anni dopo.
Come potete leggere dalla trama, Chiara Ravello salva da una morte sicura un bambino ebreo, facendo credere ai soldati nazisti che in realtà lui è suo nipote.

All'autrice lo spunto le è venuto dopo aver letto 16 ottobre 1943 di Giacomo Debenedetti (Einaudi), un classico della letteratura post-clandestina, un libro in cui viene raccontata la retata nazista nel Ghetto di Roma che nel volgere di una mattina si concluse con la deportazione di circa mille ebrei. Una di quelle storie in esso contenute - quella di una donna che cerca di salvare un bambino dicendo di essere sua madre, ma il bambino inizia a piangere e a urlare, i soldati capiscono e lo portano via - ha colpito molto quest'autrice tanto da raccontarla a suo modo, pensando ad uno sviluppo diverso, a cosa sarebbe successo se quel bambino non avesse pianto. (huffingtonpost.it).

Le cose però non procedono come Chiara vorrebbe: Daniele è un bambino riservato, taciturno e irrequieto e una volta cresciuto non fa che mettersi nei guai, tra rapine e tossicodipendenze. Chiara continua ad amarlo, perdonarlo e proteggerlo, finché un giorno il ragazzo scompare, lasciando la donna nella più completa disperazione.
Qualche anno dopo, quando Chiara sembra aver superato definitivamente il dolore, compare nella sua vita Maria, una ragazzina del Galles che afferma di aver appena scoperto di essere la figlia di Daniele. I sentimenti sopiti e più profondi di Chiara ritornano a galla e dopo un'iniziale reticenza, decide di affrontare la ragazzina e di aiutarla a capire chi era veramente suo padre..

Il finale, come scritto prima, non mi ha entusiasmata, ma non saprei neanche spiegarne il perché, forse semplicemente avrei preferito una conclusione diversa, meno felice.
Ma come dico sempre, in un libro per me ciò che conta è l'emozione che mi regala una storia, la voglia di riprendere in ogni momento in mano il libro per continuarne la lettura e la tensione crescente che mi regala. Il finale mi interessa relativamente.
E questo è il caso in cui la trama mi ha tenuta incollata alle pagine sempre.
Ho amato l'amore profondo di Chiara per un figlio non suo che traspare in ogni parola, forse derivato da tutto il dolore che nel corso degli anni si è accumulato nella sua vita, dai tradimenti del padre nei confronti della madre con una donna più giovane (Simone, che entrerà a far parte anche della vita di Chiara) al dover prendersi cura di una sorella epilettica, tra rimorsi e rancori.
Non mancano le descrizioni di bellissimi angoli di Roma e l'inserimento di dettagli storici che mi hanno fatto immergere in un periodo dove morte, distruzione e sofferenza erano all'ordine del giorno.

Insomma, Una mattina di ottobre è una storia che merita di essere conosciuta, un romanzo straordinario.


VIRGINIA BAILY: è una pluripremiata autrice nata nello Yorkshire, ma trasferita a Cardiff all'età di sette anni.
Il suo primo romanzo, Africa Junction, pubblicato da Harvill Secker, è stato ispirato dai suoi viaggi in Africa occidentale. Ha vinto il premio Society of Author's McKitterick nel 2012 e ha usato il premio in denaro per viaggiare in Italia, affittare un appartamento a Roma e concentrarsi sulla scrittura allo scopo di scrivere il suo secondo romanzo.
Una mattina di ottobre , pubblicata nel 2015 nel Regno Unito da Virago e negli Stati Uniti / Canada da Little, Brown, è stato tradotto in tedesco, italiano, francese, polacco, ceco, turco, olandese, greco, norvegese e portoghese.
Inserisce i suoi racconti in un contesto di eventi storici. Scrive in piedi in un angolo del suo ufficio, di fronte a un muro bianco. Attualmente sta lavorando al romanzo numero tre, dove il mondo della sua amata Italia e il Nord Africa si scontrano. (da virginiabaily.com).


CAFFE' AMARO di Simonetta Agnello Hornby

"Giosuè la accompagnò fino all'appartamento di Nicola. - Ci rivedremo presto - le disse, - e ricordati cosa ti ho detto nel giardino di Camagni, quasi vent'anni fa. Noi due non possiamo dimenticarci, non è possibile: il nostro è un solo destino, o crudele, o felice."

EDITORE: Feltrinelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 aprile 2016
PREZZO DI COPERTINA: 18€
PREZZO EBOOK: 9,99€
PAGINE: 348

SINOSSI: Gli occhi grandi e profondi a forma di mandorla, il volto dai tratti regolari, i folti capelli castani: la bellezza di Maria è di quelle che gettano una malìa su chi vi posi lo sguardo, proprio come accade a Pietro Sala - che se ne innamora a prima vista e chiede la sua mano senza curarsi della dote - e, in maniera meno evidente, all'amico Giosuè, che è stato cresciuto dal padre di lei e che Maria considera una sorta di fratello maggiore. Maria ha solo quindici anni, Pietro trentaquattro; lui è un facoltoso bonvivant che ama i viaggi, il gioco d'azzardo e le donne; lei proviene da una famiglia socialista di grandi ideali ma di mezzi limitati. Eppure, il matrimonio con Pietro si rivela una scelta felice: fuori dalle mura familiari, Maria scopre un senso più ampio dell'esistenza, una libertà di vivere che coincide con una profonda percezione del diritto al piacere e a piacere. Attraverso l'eros, a cui Pietro la inizia con sapida naturalezza, arriva per lei la conoscenza di sé e dei propri desideri, nonché l'apertura al bello e a un personalissimo sentimento della giustizia. Durante una vacanza a Tripoli, complice il deserto, Maria scopre anche di cosa è fatto il rapporto che, fino ad allora oscuramente, l'ha legata a Giosuè. Comincia una rovente storia d'amore che copre più di vent'anni di incontri, di separazioni, di convegni clandestini in attesa di una nuova pace.

LA MIA OPINIONE 

Una lettura molto piacevole, ecco cosa è stato per me questo libro. Una storia scritta con delicatezza, senza colpi di scena, ma non per questo piatta e noiosa, anzi.
Ho adorato la figura di Maria Marra, una donna forte e coraggiosa, che ha sempre combattuto per proteggere la sua famiglia, non rinunciando mai a se stessa e ai suoi desideri. Ha sfidato tutte le convenzioni del tempo, prendendo le redini del patrimonio familiare, quasi dilapidato dal marito, e si è dimostrata sempre autonoma e indipendente.
Non si è fatta remora di tradire il marito per vivere il suo amore, quello vero, con il suo amico d'infanzia Giosuè, nonostante malelingue e avversità. Un amore che dura vent'anni, che attraversa un periodo storico cruciale, quello delle due guerre mondiali e che deve affrontare separazioni dolorose e incontri fugaci.
L'autrice si sofferma anche sulla parte storica, attenendosi abbastanza fedelmente alla realtà e narrando eventi orribili che hanno segnato quel periodo.
Il finale è stato "amaro", proprio come il caffè del titolo. Non mi aspettavo la "scelta" di Maria e se deciderete di leggere questa gradevole storia capirete il perché.

SIMONETTA AGNELLO HORNBY;  è nata a Palermo il 27 novembre 1945 ed è una scrittrice italiana naturalizzata britannica.
Nata e vissuta negli anni giovanili in Sicilia, nel 1965 ha ottenuto una borsa di studio Fulbright presso la University of Kansas. Nel 1967 ha conseguito il dottorato in giurisprudenza e si è poi specializzata avvocato minorile e giudice in Inghilterra, dove si era trasferita dopo aver sposato un cittadino inglese. Vive a Londra dal 1972 ed è presidente del Tribunale Special Educational Needs and Disability. Ha fondato nel 1979 uno studio legale nel quartiere londinese di Brixton, che si occupa prevalentemente delle comunità immigrate musulmane e nere e che è stato il primo studio in Inghilterra a dedicare un dipartimento ai casi di violenza all'interno della famiglia[1]. Ha insegnato Diritto dei minori all'Università di Leicester.
Ha preso anche la cittadinanza inglese.
Il romanzo d'esordio La Mennulara, bestseller tradotto in 19 lingue, ha ricevuto il 7 giugno 2003 il "Premio Letterario Forte Village"; nello stesso anno, ha vinto il Premio Stresa di Narrativa e il Premio Alassio Centolibri - Un Autore per l'Europa ed è stato finalista del Premio del Giovedì "Marisa Rusconi".
Nel 2014 ha condotto il programma televisivo Il pranzo di Mosé sul canale Real Time.
Nel 2015 è protagonista con il figlio George del docu-reality Io & George, in onda su Raitre. Il format rappresenta un viaggio da Londra alla Sicilia per sensibilizzare sulle problematiche delle persone diversamente abili.

LA MOGLIE BUGIARDA di Susan Crawford

"Jack si stiracchia, allungando le braccia sopra la testa e intrecciando le dita. Ha interrogato una fiumana di persone in quella saletta dopo la morte di Celia. Ha preso nota di ogni sguardo sfuggente, delle risposte disinvolte o reticenti, dei tic nervosi, dei discorsi farneticanti e confusi. Adesso è il momento di tirare le somme: eliminare i dettagli irrilevanti, distinguere la verità dalle menzogne e stare a vedere quale immagine verrà alla luce."

EDITORE: Piemme
DATA DI PUBBLICAZIONE: 13 maggio 2016
PREZZO DI COPERTINA: 18,50€
PREZZO EBOOK: 9,99€
PAGINE: 309

SINOSSI: Dana Catrell pensava di sapere tutto della sua vicina Celia: nel quartiere elegante dove vivono, nella sonnolenta provincia americana, sembrano non esserci segreti e tutti conoscono tutti. Fino al giorno in cui Celia viene trovata morta in casa sua, uccisa con un vaso molto pesante. Lo stesso giorno in cui Dana ha passato l'intero pomeriggio a casa della povera Celia, bevendo decisamente un po' troppo. Celia doveva confidarle un segreto, per questo l'aveva chiamata. Un segreto che ora Dana, per colpa dell'alcol e degli psicofarmaci di cui spesso fa uso per tenere a bada l'ansia, non riesce a ricordare. Ma quando il detective Jack Moss comincia a indagare, quella memoria che non torna diventerà la cosa più importante, se Dana non vuole essere la sospettata numero uno. Peccato che suo marito Peter non l'aiuti affatto: specie quando Dana trova nel suo telefono un numero registrato come "C.", che risponde alla segreteria telefonica di Celia... Incerta se credere alla propria, inaffidabile mente, al suo istinto, o ai sospetti che si fanno strada dentro di lei, Dana cercherà di ritrovare la verità di quel pomeriggio, e quel segreto che Celia doveva confidarle: sapendo che ciò che scoprirà potrebbe rovinare per sempre la sua vita. E il suo matrimonio.

LA MIA OPINIONE 

Se qualcuno conosce La Ragazza del Treno di Paula Hawkins, una volta iniziata a leggere, si renderà conto che questa storia ne è la bella copia, anche se comunque non mi è assolutamente piaciuta.
Già dalle prime pagine, appena ho recepito la somiglianza con il libro della Hawkins, ho iniziato a leggere con distacco, diciamo, non aspettandomi assolutamente nulla dal finale. Al contrario, La Ragazza del Treno mi aveva tenuta incollata fino alla fine alle sue pagine, suspance alle stelle, ma mi ha deluso talmente tanto nel finale che ho finito per dare un giudizio negativo all'intero libro.
Quindi, grazie a questo mio distacco nella lettura, paradossalmente ho preferito La Moglie Bugiarda perché è una storia lineare, priva di colpi di scena dall'inizio alla fine..un semplice thriller senza fuochi d'artificio: poco approfondito in certe dinamiche, poco descrittivo per quanto riguarda personaggi e vari episodi, troppi punti lasciati in sospeso o addirittura per niente spiegati.

SUSAN CRAWFORD; è nata in Florida, ma ha vissuto a lungo a New York per poi trasferirsi ad Atlanta. Più volte vincitrice del premio Atlanta Writers Club nella sezione racconti brevi e poesie, insegna scrittura creativa presso il Lou Walker Center di Atlanta. Questo è il suo primo romanzo.



22 commenti:

  1. Ciao! Non ne conoscevo nessuno, ma La moglie bugiarda ha una copertina davvero bella! Mi spiace non ti è piaciuto 😔

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    1. E' vero la copertina è bellissima, solo quella però xD

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  2. Ciao:) Caffè amaro mi ispira da tempo, come la Agnello Hornby più in generale! Spero di riuscire a leggere qualche opera di questa autrice, un giorno. Anche il primo romanzo di cui hai parlato sembra interessante, in particolare mi ha colpito il fatto che l'autrice non sia italiana ma inglese. Di solito loro non scrivono della nostra Italia ed è stata una sorpresa:)
    Buonissimo anno nuovo, nel caso non ci si sentisse per un po':-*

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    1. Felice anno anche a te Virginia, ho letto dei tuoi primi esami universitari ^_^
      Oltre a Una mattina di ottobre, anche una parte di Mangia, prega, ama è ambientato in Italia e l'autrice è stata molto cattivella nei nostri confronti :)

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  3. Tantissimi auguri di buon anno nuovo cara!
    Baci
    Mary

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    1. Tantissimo auguri di buon anno anche a te, Mary :-**

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  4. Auguroni di buon anno carissima dolce Maria, un abbraccio grande grande <3

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    1. Felice anno nuovo anche a te, Ely <3 Un bacione grande :-**

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  5. A parte La moglie bugiarda che vedo un pò ovunque (ma che non ho letto) non conosco nessuno mi sa.
    Ne approfitto per farti tantissimi auguri di buon anno!

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    1. Grazie Susy, tantissimi auguri anche a te :-*

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  6. Cara Maria, tre recensioni di romanzi che mi pare di capire non ti abbiano strappato nessun colpo al cuore, inteso in senso positivo, sai come piace a noi :-)
    La moglie bugiarda mi interessava molto ma non lo avevo ancora letto. In effetti, già che mi parli di La ragazza del treno e del fatto che non ci siano colpi di scena e altro, non mi incuriosisce per niente, ma niente niente. XD
    Quindi lascio allegramente perdere! ^^
    Intanto spero ci consoleremo quando inizieremo la nostra lettura insieme! E speriamo di non prendere qualche batosta XD
    Tanti auguri di buon anno e che questo 2017 possa portarti ciò che desideri. Un abbraccio forte! :****

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    1. Non vedo l'ora di iniziare la lettura insieme *_*
      Buon anno anche a te, ti auguro tanta serenità <3
      Un bacione grande :-**

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  7. AUGURI DI BUON ANNO <3 <3 Anche per me il 2016 è stato un anno molto intenso. Un anno che mi ha dato tanto, ma che, purtroppo, mi ha anche tolto. Comunque si va avanti sempre con il sorriso :)

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    1. Grazie Nicky, auguri anche a te <3<3 Spero che questo 2017 ci riservi solo belle sorprese :-*

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  8. Eccomi qua , ho ricambiato l'iscrizione. Complimenti, bel post!
    http://goldbeautyyy.blogspot.it/

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  9. A me "La ragazza del treno" è piaciuto molto.
    Ma una copia spudorata no, dai! Spero sia un caso e non una cosa fatta di proposito!

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    1. Beh, quando un libro ha molto successo magari qualcuno ci marcia sopra emulandolo in parte, nella speranza di attirare l'attenzione. Comunque non è proprio una copia spudorata (credo, l'ho letto tanti mesi fa e non ricordo niente di niente xD), ma mi ricordava molto la storia de La ragazza del treno.

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  10. Happy Holidays, Dear!
    I`m following ur blog with a great pleasure via GFC
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  11. Ciao Maria, grazie per essere passata sul mio blog ed essere diventata una mia nuova followers, ricambio con pacere e sicuramente leggerò con entusiasmo tutti i tuoi articoli, dato che adoro leggere.

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