venerdì 31 marzo 2017

Recensione: La guerra dei nostri nonni di Aldo Cazzullo

Buon pomeriggio!
Oggi vi consiglio la lettura di un saggio molto interessante, La guerra dei nostri nonni scritto dal giornalista Aldo Cazzullo. Il libro raccoglie le testimonianze di tutti coloro che combatterono la prima guerra mondiale, formando un quadro struggente della realtà quotidiana degli anni '15-'18.
Ecco la mia recensione:

EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 7 ottobre 2014
PREZZO DI COPERTINA: 17€
PREZZO EBBOK: 6,99€
PAGINE: 248

SINOSSI: La Grande Guerra non ha eroi. I protagonisti non sono re, imperatori, generali. Sono fanti contadini: i nostri nonni. Aldo Cazzullo racconta il conflitto '15-18 sul fronte italiano, alternando storie di uomini e di donne: le storie delle nostre famiglie. Perché la guerra è l'inizio della libertà per le donne, che dimostrano di poter fare le stesse cose degli uomini: lavorare in fabbrica, guidare i tram, laurearsi, insegnare. Le vicende di crocerossine, prostitute, portatrici, spie, inviate di guerra, persino soldatesse in incognito, incrociano quelle di alpini, arditi, prigionieri, poeti in armi, grandi personaggi e altri sconosciuti. Attraverso lettere, diari di guerra, testimonianze anche inedite, "La guerra dei nostri nonni" conduce nell'abisso del dolore. Ma sia le testimonianze di una sofferenza che oggi non riusciamo neppure a immaginare, sia le tante storie a lieto fine, come quelle raccolte dall'autore su Facebook, restituiscono la stessa idea di fondo: la Grande Guerra fu la prima sfida dell'Italia unita; e fu vinta. L'Italia poteva essere spazzata via; dimostrò di non essere più "un nome geografico", ma una nazione. Questo non toglie nulla alle gravissime responsabilità, che il libro denuncia con forza, di politici, generali, affaristi, intellettuali, a cominciare da D'Annunzio, che trascinarono il Paese nel grande massacro. Ma può aiutarci a ricordare chi erano i nostri nonni, di quale forza morale furono capaci, e quale patrimonio portiamo dentro di noi.

LA MIA OPINIONE 

La guerra dei nostri nonni rappresenta il ritratto straziante di coloro che combatterono la prima guerra mondiale. E non parlo solo dei soldati, ma anche delle donne, in particolar modo le crocerossine, che morivano per salvare la vita dei combattenti, le prostitute, utilizzate per soddisfare le voglie sessuali dei militari, e addirittura spie femminili, tra cui anche una nostra connazionale, che rischiò la vita per la nostra Italia.
E tutto ciò attraverso diari di guerra, lettere inviate ai propri familiari e testimonianze dei sopravvissuti.

"Dovrà finire questa guerra terribile ed allora saremo di nuovo uniti come siamo sempre stati. Spero che la fortuna prosegua ed allora dimenticheremo tutto, le fatiche, il freddo ed il pericolo, tutto scomparirà e tornerò insieme alle mie più care creature. Ti saluto e ti bacio di cuore e bacia le mie due bambine per me. Mi firmo il tuo per sempre marito Claudino.

Due accadimenti mi hanno colpito in particolare e in negativo: quando in un gruppo di soldati qualcuno si macchiava di una colpa, ad essere puniti, con la morte, non erano coloro che avevano commesso il "reato", ma militari presi casualmente, nella maggior parte dei casi assolutamente innocenti.
L'altro è il grande numero di stupri compiuti da militari, soprattutto austriaci o tedeschi, nei confronti delle mogli e delle figlie che rimanevano sole a casa dopo che i loro mariti o padri erano partiti in guerra. Molte volte le violenze erano talmente brutali che le donne morivano oppure i loro aguzzini le uccidevano subito dopo aver abusato di loro. I figli nati da questi abusi furono tantissimi e nella maggior parte dei casi non erano benvoluti in famiglia e venivano rinchiusi in speciali orfanotrofi.
La parte finale del libro è costellata, invece, da tutte le testimonianze raccolte dall'autore su Facebook delle persone che hanno avuto nonni o padri combattenti nel '15-'18, che hanno raccontato le loro vicissitudini avute in guerra.
Nella mia famiglia nessuno ha combattuto durante la prima guerra mondiale (e neanche durante la seconda, a dire il vero) e quindi non ho mai avuto testimonianze dirette delle atrocità dei combattimenti e della vita durante quegli anni. Questo libro, oltre ad avermi suscitato tristezza e sdegno, mi ha aiutata a capire meglio la disgraziata realtà dei nostri soldati, la sofferenza da essi provata nelle trincee, lontani dalle loro famiglie e dal loro mondo.
Una fotografia della prima guerra mondiale che Aldo Cazzullo ha saputo scattare benissimo, raccogliendo e rielaborando con precisione e attenzione le dichiarazioni, le documentazioni e le attestazioni fornite dai sopravvissuti e dai loro familiari.

ALDO CAZZULLO: è nato ad Alba il 17 settembre 1966 ed è un giornalista e scrittore italiano. Ha intervistato Bill Gates e Steven Spielberg, Keith Richards e Jacques Le Goff, Don De Lillo e Daniel Day Lewis, oltre ai protagonisti della vita pubblica italiana.
Ha dedicato oltre dieci libri alla storia e all'identità italiana, in chiave critica.

7 commenti:

  1. Ciao Maria, molto interessante questo saggio. Neanche a farlo apposta, anche la mia lettura attuale verte sull'argomento Prima Guerra Mondiale, anche se si tratta di narrativa dei giorni nostri. Si tratta della cosiddetta Trilogia del Novecento di Eraldo Baldini, una raccolta di tre racconti lunghi che, per ora, si intrecciano più o meno con la grande storia italiana (in particolar modo la Romagna, zona di nascita dell'autore), ma con un particolarissimo tocco di noir che, da quello che ho capito, è tipico dell'autore. Certo, nel mio caso si tratta comunque di un'opera di finzione, ma il contorno è assolutamente reale, purtroppo. Sono argomenti che ultimamente mi interessano di più. Ma, più in generale, comincio ad essere molto curiosa sulla storia d'Italia in generale. Si tende sempre a preferire l'estero (me compresa), ma è un periodo che vorrei conoscere meglio la situazione attuale letteraria italiana e poi conoscere il mio Stato (presente e passato) attraverso grandi penne nostrane. Non è che hai qualche titolo da consigliarmi?

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  2. Sono sempre interessanti i saggi relativi alla Prima Guerra Mondiale!
    Me lo segno...
    Un bacio!

    Nuovo post sul mio blog!
    Se ti va ti aspetto da me!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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  3. Ciao Maria, questo libro lo considero come un tesoro da avere assolutamente. Sono una grande appassionata di storia e ho un grande assortimento di libri inerenti alle due grandi guerre. Il libro che proponi in quanto raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto quel periodo , mi farà emozionare sicuramente. Grazie di averlo segnalato❤

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  4. Ciao Maria, questo libro lo considero come un tesoro da avere assolutamente. Sono una grande appassionata di storia e ho un grande assortimento di libri inerenti alle due grandi guerre. Il libro che proponi in quanto raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto quel periodo , mi farà emozionare sicuramente. Grazie di averlo segnalato❤

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  5. Penso che letture di questo tipo celino sempre dl fascino 😊

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  6. Ciao Maria! Molto interessante questo testo che hai recensito. Di Aldo Cazzullo ho Possa il mio sangue servire che ancora non ho letto, ma ero interessata alla tematica affrontata. Anche qui, quello che racconti è forte e violento, del resto è la guerra. Come te, anche io non ho in famiglia persone che vi hanno partecipato ma immaginavo che molti soldati violentassero le donne ed è qualcosa che colpisce molto anche me.
    Testi come questo ti spingono a riflettere, a ragionare e a ricordare anche se non è una memoria personale per noi, perchè non abbiamo vissuto quei momenti ma è la memoria storica, che è dentro ognuno di noi, sempre e comunque, perchè tocca la nostra coscienza e la nostra voglia di sapere, di conoscere, di essere parte del mondo che è anche nostro.
    Grazie per averci raccontato questo libro.
    Un abbraccio forte! <3<3<3

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  7. Anche io ho recuperato questo saggio ma ancora non ho avuto modo di leggerlo... La storia delle guerre e le loro conseguenze è sempre straziante da leggere, io ogni volta che lo faccio, e lo faccio spesso perché mi piace molto come genere, poi devo sempre aspettare un po' prima di leggere altro. E' vero che nelle guerre c'è chi vince e chi perde, c'è chi opera per il bene e chi per il male, ma bisogna anche ricordare che ci sono quelli che si trovano costretti a fare cose che magari, pur essendo convinti dell'ideologia che dà l'ordine, non capiscono la reale portata di quello che si sta propinando loro. Ci sono soldati tedeschi, ad esempio, che non conoscevano quello che si faceva veramente nei lager, o i metodi di reclutamento delle spie, e ti assicuro che i loro commenti e sfoghi è straziante quasi quanto quello di chi ha vissuto la tortura. Magari sto dicendo un'eresia, per chi non riesce a vedere la cosa nella sua interezza, eppure è così.
    Bellissima lettura e bella recensione :-)

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