lunedì 10 aprile 2017

Recensione: 12 anni schiavo di Solomon Northup

Buona sera lettori!
La recensione di oggi riguarda un libro che ho deciso di leggere dopo aver visto e apprezzato la sua trasposizione cinematografica: 12 anni schiavo di Solomon Northup, la storia vera, accaduta in America a inizi Ottocento, di un uomo libero catturato e ridotto in schiavitù per molti anni.
Forse è la prima volta che vedo un film tratto da un libro prima di leggerlo ed è anche la prima volta che ho apprezzato la versione cinematografica, di solito per me sempre catastrofica.
Ecco la mia recensione:


EDITORE: Newton Compton Editori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 gennaio 2015
PREZZO DI COPERTINA: 5,90€
PREZZO EBOOK: 2,99€
PAGINE: 277

SINOSSI: Solomon Northup, un uomo nato libero, fu rapito a Washington nel 1841, poi ridotto in schiavitù per dodici, interminabili anni. In queste memorie, pubblicate per la prima volta nel 1853, troviamo tutta la sua storia: catturato con l'inganno a Washington da due mercanti che fingevano di essere interessati alle sue doti di violinista, venne drogato, legato e trascinato al mercato degli schiavi. Lì fu subito minacciato: se avesse rivelato di essere nato libero, sarebbe stato ucciso. Iniziarono così dodici anni di schiavitù, di violenze, brutalità e sofferenze senza fine. Capì che gli schiavi valevano meno del bestiame: potevano essere picchiati, costretti a lavori massacranti, potevano morire nella completa indifferenza. Lui stesso venne assalito con un'ascia, minacciato di morte, fu costretto a uccidere per salvarsi. Poté vivere sulla sua pelle una delle pagine più nere della storia d'America, la piaga purulenta nascosta dietro la splendente vetrina del Paese che cresceva e abbatteva ogni confine. Persino il Campidoglio, il massimo monumento all'orgoglio americano, fu costruito dagli schiavi. Poi, al culmine della disperazione, Solomon incontrò un uomo buono, un bianco che era completamente diverso dagli altri. A lui Solomon affidò una lettera per sua moglie, per farle sapere che era ancora vivo. Ebbe inizio il lungo, doloroso processo. E da quel momento tutto cambiò.

LA MIA OPINIONE

12 anni schiavo è l'autobiografia di Solomon Northup, anche se non è stata scritta da lui in prima persona, ma grazie ad un curatore, David Wilson, che ha aiutato il protagonista di questa triste, ma straordinaria vicenda a dare ordine a tutti i suoi ricordi. Una sorta di memoriale, quindi, dove si ripercorrono le tappe più importanti di tutti gli anni in cui Solomon ha subito dovizie di ogni genere nella sua ingiusta condizione di schiavo.
Rapito da due loschi individui che lo hanno raggirato con l'inganno, Northup, da uomo libero e rispettabile, con una bellissima famiglia alle spalle, diventa un umile schiavo alla mercè di padroni spietati, che lo trattano peggio di una bestia, frustandolo, massacrandolo di lavoro e infliggendogli umiliazioni di ogni genere.

"Finora la storia della mia vita non presenta alcunché di insolito: ci sono soltanto le normali speranze, gli affetti e le fatiche di uno sconosciuto uomo di colore che segue la propria strada nel mondo. Ma ero arrivato ormai a un punto di svolta della mia esistenza, ero giunto sulla soglia di una sventura indescrivibile, del dolore e della disperazione. Mi trovavo all'ombra di quella nuvola nella cui fitta oscurità sarei presto svanito, per rimanere nascosto agli sguardi di tutti i miei cari, privo della dolce luce della libertà, per tanti, troppi anni."

Dopo ben 12 anni di sofferenza e innumerevoli tentativi di fuga, grazie a un buon uomo che ha preso a cuore la sua vicenda, Solomon è riuscito a dimostrare la sua condizione di uomo libero e a ritornare dai suoi affetti più cari.

L'elemento che maggiormente mi ha colpito di questa triste e sconvolgente storia, purtroppo vera, è la dovizia di particolari con cui è stata raccontata, tanto che a volte mi sono chiesta se essa a volte fosse un po' romanzata. 12 anni sono tanti e per quanto gli episodi narrati possano essere stati incisivi per il protagonista, io farei un po' fatica a ricordare dettagli minimali.
Ciò non toglie che la schiavitù negli Stati Uniti d'America (e in generale ogni tipo di schiavitù), durata per lo più un secolo, dalla fine del 1700 alla fine del 1800, fu un fenomeno terrificante e ingiustificabile e quindi non ho mai messo in dubbio la veridicità dei ricordi di Northup.

"Un'ora prima dell'alba si sente il suono del corno. Allora gli schiavi si svegliano, preparano la colazione, riempiono una zucca d'acqua, in un'altra mettono la cena di pancetta fredda e pagnotta di granoturco e corrono di nuovo nei campi. Farsi trovare nel capanno dopo l'alba è un reato invariabilmente punito con la frusta. Così cominciano le paure e le fatiche di un'altra giornata, e fino al termine dei lavori non c'è un attimo di riposo. Lo schiavo ha paura di essere sorpreso a rallentare durante il giorno; ha paura quando va alla sala per la sgranatura con il suo cesto di cotone di cotone di notte; ha paura, quando si stende a dormire, di non riuscire a svegliarsi per tempo. E questa è la descrizione fedele e senza iperboli della vita quotidiana dello schiavo durante la stagione di raccolta del cotone sulle sponde del Bayou Boeuf."

Lo stile di Northup e di Wilson è molto, molto semplice. Infatti la storia sembra essere stata scritta per un pubblico di bambini, al pari di una fiaba, ma non manca di trasmettere al lettore tutte le emozioni più profonde, più negative che positive, provate dal protagonista e riesce a farti immedesimare totalmente nella sua sofferenza e in quella degli altri schiavi.
Per quanto mi riguarda la lettura è stata per un verso appassionante, ma dall'altro a tratti noiosa perché conoscevo l'esito della storia, avendo già visto il film. Quest'ultimo presenta naturalmente molte meno scene descritte nel libro, ma rimane abbastanza fedele ad esso: non è stata rielaborata una storia, ma solo riassunta molto. Forse per questo ho apprezzato per la prima volta una trasposizione cinematografica.
In ogni caso, 12 anni schiavo rimane una testimonianza importantissima di questo periodo storico degli Stati Uniti, assolutamente da leggere per comprendere le atrocità subite da chi veniva ridotto in schiavitù, anche uomini assolutamente liberi, e che offre importanti spunti di riflessione.


Solomon Northup: nato nel 1770, è stato un musicista e scrittore statunitense, famoso per essere stato ridotto in schiavitù, nonostante fosse un uomo libero, a seguito di un rapimento.
Venne ridotto in stato di schiavitù, dopo essere stato rapito da alcuni trafficanti. Appena riacquistò la libertà, dopo 12 anni e dopo varie traversie, scrisse una autobiografia intitolata Twelve Years a Slave (12 anni schiavo), pubblicata la prima volta nel luglio del 1853 e assistito nella stesura da David Wilson, un avvocato di spicco di New York, già autore di due pubblicazioni sulla storia locale, e abolizionista. Vendette all'epoca 30 mila copie e fu considerata un bestseller. (da Wikipedia)

16 commenti:

  1. Ciao Maria 😀 il film non l'ho visto ma la storia assomiglia a quella di Tarantino Django (bellissimo film). La storia mi ha colpito, penso che i ricordi di Salamon sia vividi dopo tantissimi anni perché ha subito un susseguirsi di tragedie talmente grandi che sono impossibili da cancellare. Lo stesso successe a primo Levi dopo la prigionia ad Auschwitz :(
    è un film che fa riflettere

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    1. Ciao Alice! Non ho mai visto Django, ma penso proprio che lo recupererò visto che le due storie si assomigliano.
      Anche questo libro fa riflettere, anche se il film è molto più crudo e duro. Da leggere e vedere entrambi :)

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Ciao Maria:) Non ho letto il libro nè visto il film ma conoscevo entrambi. Una mia amica ha visto il film e mi ha detto che è piuttosto crudo, motivo per cui ho deciso di tenermene alla larga (così come dal libroxD). Che dire, l'argomento è molto forte e tocca varie corde. Quella della schiavitù è una piaga sociale delle più disgustose e chi infligge cose simili a un'altra persona meriterebbe un destino orribile. In generale, l'idea che ci sia una razza superiore e una inferiore è rivoltante, e gli effetti si sono ampiamente visti nel secolo scorso (e amnche di questi tempi ne stiamo avendo buona prova). Sono argomenti su cui fa sempre bene riflettere.

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    1. Ciao Virginia :) Ti confermo che il film è molto crudo,ma il libro molto meno perché, come ho detto, sembra scritto come una fiaba per bambini. Quindi è leggibile tranquillamente :)
      Per quanto riguarda l'argomento hai ragione, fa riflettere, purtroppo :)

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  4. Argomento molto forte, sicuramente da leggere per conoscere cose che per noi sono così lontane ma purtroppo esistono :(

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  5. Ciao Maria! Molto interessante la recensione di questo libro. Io non ho letto il romanzo nè visto il film ma sono sempre stata incuriosita da questa storia che è sicuramente tragica ed emozionante insieme.
    Sei riuscita a descriverla con semplicità e acutezza, riassumendone gli aspetti principali e più importanti.
    Grazie per le tue proposte di lettura sempre mirate ed interessantissime!
    Un abbraccio forte e grazie per il tuo sostegno, sai di cosa parlo... <3 :****

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    1. Ciao Antonietta! Non devi ringraziarmi, lo faccio davvero con entusiasmo e con tutto il cuore..e non vedo l'ora, lo sai xD
      Grazie per i tuoi complimenti, che mi fanno sempre molto piacere :-******** <3

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  6. Ciao Maria,
    non ho nè letto nè visto il film ma credo che il tema trattato sia importante e anche delicato.
    Complimenti per trattare libri alquanto fuori dal comunue con la tua solita perfetta semplicità.
    Ne approfitto per farti gli auguri di buona Pasqua!

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    1. Grazie mille Susy, auguri di buona Pasqua anche a te :-**

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  7. Ciao Maria! Neppure io ho visto il film. Avrei voluto ma non era il momento giusto: di sicuro sarei affogata in un mare di lacrime!
    Mi piacerebbe recuperarlo però, e leggere anche il libro! :)

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    1. Ciao Jasmine! Magari comincia con il libro, perché il film è molto forte :)

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  8. Mi attira molto, soprattutto perchè è una storia vera, dovrò leggerla e magari guardo anche il film

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    1. Potresti leggere prima il libro e poi decidere se vedere il film, visto che quest'ultimo è molto, ma molto più cruento :)

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  9. leggendo questa tua recensione mi è venuta voglia di vedere il film

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