lunedì 17 aprile 2017

Recensione: La pecora di Pasqua di Simonetta Agnello Hornby e Chiara Agnello

Buon pomeriggio e auguri di buone festività pasquali!
Mentre trascorro questo lunedì di Pasquetta a mare spero che Blogger pubblichi (è la prima volta che programmo un post!) questa mia breve recensione di un altrettanto breve racconto di Simonetta Agnello Hornby, un'autrice che apprezzo molto, e sua sorella Chiara Agnello, che ci regalano la storia della nascita della pecorella di pasta reale di Favara, tipico dolce siciliano.
Ecco la mia opinione su La pecora di Pasqua:


EDITORE: Feltrinelli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 10 novembre 2016
PREZZO EBOOK: 1,99€
PAGINE: 33

SINOSSI: “‘Tra qualche anno prenderai marito’ le disse. ‘Avrai una dote più ricca di qualsiasi altra ragazza del paese: Narbone sarà tuo. Se io non ci fossi più, ricordati che voglio che sia tu a scegliere l’uomo che sposerai. Tu, da sola. Ricordalo anche a tuo fratello’.”
Siamo a Favara, in quella parte di Sicilia che guarda l’Africa. Gesuela ha quattordici anni quando riceve dal padre, un ricco medico di origine francese, quest’ordine molto strano e impegnativo, in un tempo dove tutti i matrimoni, anche quello dei suoi genitori, erano combinati.
Tra amori impossibili, paesaggi mozzafiato e capre girgentane, animali quasi mitologici dalle corna maestose e dal latte con poteri taumaturgici, il racconto della nascita di uno dei dolci più famosi della tradizione siciliana si fa letteratura.

LA MIA OPINIONE

Qualche giorno fa pensavo al fatto di aver letto tantissimi libri con tematiche natalizie, ma mai riguardanti la festa della Pasqua. E così, durante la mia piccola ricerca di storie attinenti la giornata della resurrezione di Cristo, (ho voluto evitare di proposito i saggi) mi sono imbattuta in questo breve, ma interessante racconto.

Gisela ha 14 anni e vive a Favara, una città vicino Agrigento, nella bella Sicilia. E' orfana di madre e suo padre, un facoltoso medico di origini francese, sentendo la morte ormai vicina e desiderando dei nipoti, pretende che sua figlia gli faccia una promessa: in una società dove i matrimoni combinati costituivano la regola, lei avrebbe dovuto scegliere suo marito da sola.

"Obbediente, Gesuela promise, senza nemmeno pensarci. Poi le venne uno stinnicchio. 'Tu, da sola', le aveva detto suo padre. Perché Tutti i matrimoni erano combinati: anche quello dei suoi genitori lo era stato. Era confusa: come lo avrebbe scelto il marito?
'Non preoccuparti, le cose capitano per come devono capitare. Sei bella, sana e ricca: saranno i pretendenti a venire da te' la rassicurò il padre"

Molto presto la giovane si innamora di Tano, il capraro, il custode delle capre girgentane della zona, una varietà caratterizzata non solo dalla forma delle corna attorcigliate a spirale, ma anche dal loro latte, che sembra avere poteri miracolosi.
Su di loro, però, incombe una maledizione:

" 'Dicevano che dentro le caverne di Narbone c'erano diavoluzzi dalle corna di fuoco; di giorno si trasformavano in capre girgentane e di notte vagavano terre terre. Bastava che calassero la testa perché quelle torce che ci avevano sulle corna abbruciassero piante, alberi e magari cristiani. E padre Piluso, l'ultimo cappuccino rimasto nell'eremo, prima di morire maledisse chiunque si fosse impossessato di quelle capre, condannando lui e i suoi figli alla sterilità..'
La donna si fermò: si era accorta di Gesuela."

L'amore della ragazza per Tano sembra rivelarsi impossibile e nel frattempo, sempre grazie a Gisela, ecco nascere la famosa pecorella di pasta reale di Favara.

La pecora di Pasqua si è rivelata una lettura che mi ha coinvolta tantissimo perché piena di tipiche tradizioni siciliane, non solo culinarie, ma anche usanze e credenze popolari riguardo miti e leggende, e perché il mistero aleggia dalla prima all'ultima riga.
Il finale lascia un po' interdetti e con qualche punto interrogativo, ma la storia di Gisela e Tano fa solo da cornice al vero scopo di questo libro, ovvero raccontare la nascita del famoso dolce siciliano.
Infatti, alla fine, quasi come appendice, la sorella di Simonetta Agnello Hornby, Chiara Agnello, ci illustra la ricetta della pecorella di pasta reale di Favara.
Ho già avuto modo di apprezzare lo stile della Hornby in Caffè amaro, un'altra splendida storia ambientata in Sicilia e con protagonista una donna coraggiosa. E anche in questo caso riconfermo la mia stima per questa autrice, di cui ho intenzione di leggere tutti gli altri suoi lavori.


Simonetta Agnello Hornby: è nata a Palermo il 27 novembre 1945 ed è una scrittrice italiana naturalizzata britannica.
Nata e vissuta negli anni giovanili in Sicilia, nel 1965 ha ottenuto una borsa di studio Fulbright presso la University of Kansas. Nel 1967 ha conseguito il dottorato in giurisprudenza e si è poi specializzata avvocato minorile e giudice in Inghilterra, dove si era trasferita dopo aver sposato un cittadino inglese. Vive a Londra dal 1972 ed è presidente del Tribunale Special Educational Needs and Disability. Ha fondato nel 1979 uno studio legale nel quartiere londinese di Brixton, che si occupa prevalentemente delle comunità immigrate musulmane e nere e che è stato il primo studio in Inghilterra a dedicare un dipartimento ai casi di violenza all'interno della famiglia. Ha insegnato Diritto dei minori all'Università di Leicester.
Ha preso anche la cittadinanza inglese.
Il romanzo d'esordio La Mennulara, bestseller tradotto in 19 lingue, ha ricevuto il 7 giugno 2003 il "Premio Letterario Forte Village"; nello stesso anno, ha vinto il Premio Stresa di Narrativa e il Premio Alassio Centolibri - Un Autore per l'Europa ed è stato finalista del Premio del Giovedì "Marisa Rusconi".
Nel 2014 ha condotto il programma televisivo Il pranzo di Mosé sul canale Real Time.
Nel 2015 è protagonista con il figlio George del docu-reality Io & George, in onda su Raitre. Il format rappresenta un viaggio da Londra alla Sicilia per sensibilizzare sulle problematiche delle persone diversamente abili. (da Wikipedia)


12 commenti:

  1. Che carino questo racconto, è bello conoscere le abitudini e le tradizioni un paese. Mi hai fatto pensare che effettivamente non ho mai letto un libro a tema pasquale ehehe :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io pensavo che neanche esistessero i libri a tema pasquale (esclusi i saggi sulla morte e resurrezione di Gesù) perché non me ne era mai capitato uno sotto gli occhi..e invece ho scoperto con piacere La pecora di Pasqua :)

      Elimina
  2. Non ho mai letto un libro che riguarda la Pasqua!

    RispondiElimina
  3. mi hai messo voglia di leggerlo!un bacio, se vuoi passare da me ti aspetto!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Arrivo subito, grazie di essere passata da me ^_^

      Elimina
  4. Ciao Maria! <3 Che lettura singolare e particolare. Io onestamente non prediligo molto le letture a tema, e soprattutto non ho mai letto, come te prima di adesso, una storia riferita alla Pasqua. Qui mi sembra di capire, ti abbia colpito soprattutto la tradizione e la presenza delle origini. E poi anche la storia che seppur breve sembra avere elementi intriganti.
    Grazie per questa recensione di testo che sicuramente mi sarebbe sfuggito. :*
    Un abbraccio forte forte <3<3<3

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonietta <3 Si, adoro i libri che approfondiscono le tradizioni di un Paese e devo anche dire che a parte il riferimento al tipico dolce, altri elementi pasquali non ce ne sono. Quindi è una lettura a tema, ma per metà :)
      Un abbraccio grande grande <3<3<3<3

      Elimina
  5. non conosco l'autrice ma proprio in questi giorni mi hanno prestato Caffè amaro. Ora parto felice

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Siii, è un bel libro, vedrai che ti piacerà ^_^

      Elimina