giovedì 4 maggio 2017

Recensione: Le prime volte non c'era stanchezza di Luigi Finucci

Buon pomeriggio!
Come mi sono prefissata qualche settimana fa, continuano le mie recensioni riguardanti le raccolte di poesie e oggi vorrei parlarvi di Le prime volte non c'era stanchezza di Luigi Finucci, che ringrazio per avermi permesso di farmi leggere la sua opera.
I suoi versi mi hanno molto colpito e affascinato soprattutto perché intrisi di una velata malinconia, ma anche perché nello stesso tempo si presentano dolci e delicati.
Ecco la mia opinione:




EDITORE: Eretica Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 maggio 2016
PREZZO DI COPERTINA: 13€ (in promozione a 9.90€ sul sito di Eretica)
PAGINE: 52

SINOSSI: Le parole di quest'opera sviscerano e svelano quelle sensazioni prime che, nascoste nella quotidianità, rimangono troppo spesso sfuggevoli. La realtà diventa scrigno di tesori e l'autore rifugge in essi per respirare ed osservare il circostante. C'è un sentiero nascosto che attraversa il tempo con lentezza, per posare lo sguardo a ciò che si era in principio e si cerca di portarvici il lettore fino a sfiorare la fanciullezza e l'infanzia. Si diventa così barca e sasso in quel fiume che è la vita.

LA MIA OPINIONE
I versi del bravissimo Luigi Finucci abbracciano un argomento importante e inesorabile per la nostra esistenza: il tempo.
Il tempo scandisce la nostra vita costringendo ogni nostro gesto, ogni nostra azione, ogni momento, bello o brutto che sia, a diventare un ricordo. E sono proprio i ricordi, soprattutto quelli dell'infanzia, a caratterizzare questa raccolta dolce e malinconica.
Il ritorno ai bei tempi andati consente al poeta di palesare la sua condizione nel presente, la sua stanchezza: di vivere o sopravvivere a quel passato che non ritornerà mai più. Quello stesso passato che però lo solleva dalla sua afflizione. 

Nel fiume ho trovato un sasso

Sulle rive del fiume
ho pensato al tempo,
tutto cambia e si logora
ma lo scorrere
si dimentica dei sassi

Lì, ho trovato
un orologio spezzato
e il significato del nostro amore.

Il fiume può 
solo modellare il sasso
come il tempo fa
con le nostre membra.

Così,
ho visto lì,
-l'amore nostro-
fermo mentre
tutto scorre
come il sasso nel fiume.

Credo che questa bellissima poesia, la più emozionante per me, esprima al meglio il tema centrale di tutta la raccolta.
Gli altri, invece, toccano l'amore, la morte, la follia e la vita quotidiana in tutta la sua interezza.

Memorie

Come si può morire due volte?
il perseverare distrugge il cuore,
lo rende di vetro
rispecchiando memorie così lontane
che offuscano il cammino
portando alla pazzia,
consapevolezza di vedere
negli uccelli
un volo mancato.

Lo stile di Luigi Finucci è semplice e nostalgico, ma nello stesso tempo profondo e coinvolgente e proprio per questo motivo che fin da subito sono stata attratta inesorabilmente dalle sue parole. Mi sono abbandonata al dolce cullare dei suoi versi e lasciata trasportare nei ricordi che inevitabilmente sono riaffiorati nella mia mente, potenti e dolci come le poesie di questo giovane poeta.

Le prime volte non c'era stanchezza è una raccolta da assaporare con lentezza, e non per una volta sola: ogni singolo verso è da leggere e rileggere, da mordere e gustare, perché essi riescono a trasportarti in una dimensione dove la malinconia, la nostalgia, si trasformano quasi in beatitudine.
Un vero e proprio nutrimento per le nostre anime.


Luigi Finucci: nasce il 15/05/1984 a Fermo (Marche), dove risiede. È autore del libro di poesie “L’ultimo Uomo – Giaconi Editore (2013)” e del libro di poesie per bambini “L’aspirante Astronauta – Giaconi Editore (2015)”. Ora collabora con Bibbia d’Asfalto: Poesia Urbana e Autostradale, rivista di poesia contemporanea. I suoi componimenti sono presenti in diverse riviste e blog (larosainpiù, Iris news, Penne Armate, In.Arti.Poesia, Pastiche Rivista, Versante Ripido, Words Social Forum).
(dal sito di Eretica Edizioni)

12 commenti:

  1. Bellissima recensione!
    Sembra davvero molto interessante!
    Bacio

    Nuovo post sul mio blog!
    Ti aspetto da me se ti va!
    http://lamammadisophia2016.blogspot.it

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  2. Che bello, un'altra raccolta di poesie.
    Sembra molto malinconica, riflessiva, quasi struggente.
    Il grande potere della poesia :)

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    1. E' un piacere aver riscoperto l'amore per le poesie. In questo caso è vero, malinconia e nostalgia sono i sentimenti che hanno guidato l'autore nello scrivere i suoi versi :)

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  3. Ciao Maria <3 Ho letto la parola nostalgia e subito mi sono soffermata. Sai che insieme alla malinconia sono due aspetti fondamentali per me e che fanno parte di tutta la poesia a me più cara. Tematiche come il tempo e l'amore, la follia con quel sottile ma sempre presente senso di distruzione sono elementi che mi colpiscono sempre.
    Perfette le tue parole per descrivere questi versi. :-)
    Un abbraccio forte forte :****

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    1. Ciao Antonietta <3 So perfettamente che sono sentimenti che ti contraddistinguono, infatti credo che questi versi ti piacerebbero molto e ti resterebbero impressi.
      Grazie mille :-**
      Un abbraccio forte <3<3<3<3

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  4. Che belle queste poesie e complimenti perchè recensire una raccolta di poesie non è mai facile e tu sei stata davvero bravissima :*

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  5. non penso mi piaccia eppure il titolo mi incuriosiva... peccato!
    Luisa

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