giovedì 22 giugno 2017

Recensione: Un bicchiere dopo l'altro di vodka di Sebastiano Boscarino

Buon pomeriggio!
Oggi vi propongo la recensione di quella che io ho definito una raccolta di racconti presenti all'interno di un'unica storia. Il libro si intitola Un bicchiere dopo l'altro di vodka, scritto da Sebastiano Boscarino, che ringrazio per avermi permesso di leggerlo, ed edito da Eretica Edizioni, una casa editrice che mi sorprende sempre di più.
Ecco la mia opinione:



EDITORE: Eretica Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 ottobre 2015
PREZZO DI COPERTINA: 13€ (in promozione a 11€ sul sito di Eretica Edizioni)
PAGINE: 114 

SINOSSIUn bicchiere dopo l’altro di Vodka raccoglie una serie di vicende, passate, presenti e future, che coinvolgono il protagonista del romanzo, Nil. Tutto si svolge in una serata, in un baretto di periferia di una grande città, dove il bicchiere di vodka fa da cornice a tutte le storie che vengono narrate.


LA MIA OPINIONE

Ho trovato molto piacevole la lettura di questo romanzo breve, dai toni, però, un po' crudi che trascinano in profonde riflessioni.

La vicenda si svolge nel baretto The Crossing, situato nello scantinato di un palazzo di dieci piani, dove Nil, il protagonista principale, nell'arco di un'intera serata dà sfogo ai suoi ricordi, ai suoi pensieri e ai suoi racconti di vita, nella speranza di attenuare tutte le sue frustrazioni:

"Nil sperava sempre che ogni volta che si attraversasse quella porta si venisse catapultati in un'altra dimensione. Una dimensione in cui è contenuto il potere della vita, dove risiede colui che crea l'ordine, se qualcuno avesse il minimo sentimento del mistero celato dietro quella porta, allora potrebbe conoscere il significato dell'estasi. E' questo grande salto nell'abisso che a Nil creava mistero e curiosità. Si disse, alzando lo sguardo verso le morbide tinte tenui del cielo serale
'Abbandonare questa vita reale, lasciare fuori i problemi e riprenderli solo all'uscita'."

Nil, trangugiandone un bicchiere dopo l'altro, trova nella vodka, nell'alcol, il conforto e l'aiuto concreto per sopportare, almeno per qualche ora, i suoi disagi e i suoi problemi, che lascia fuori da quel baretto, ma che inesorabilmente fanno comunque capolino durante le sue riflessioni:

"Confidava nell'alcol e nell'alterazione della propria percezione. L'alcol come appiglio per il suo spirito disperato, come passaggio a una nuova vita ma non come distruzione e disfacimento di se stesso, ma un disperato tentativo di trovare nell'ignoto a cui conduce l'alcol qualcosa di nuovo, di diverso dall'onnipresente." 

Nil inizia a ripercorrere la sua infanzia, la sua adolescenza, soffermandosi in particolare sul rapporto con il padre, raccontando singoli episodi che sono stati determinanti per la sua vita.
Ma non si limita solo a questo. Infatti, il nostro protagonista racconta le vicende, passate, presenti e addirittura future, di tutte le persone che lo circondano all'interno del baretto: dal barista Max alla cassiera Livia, fino a tutti i clienti che si avvicendano nel locale nell'arco della serata, come il vecchio professore di matematica di Nil o il ragazzo emo scaricato dalla scopa amica.

"La vita è in continua evoluzione, si evolve nel tempo e questa conferma l'abbiamo perché cambiamo, mutiamo, ci trasformiamo. All'uomo iniziano a spuntare i primi capelli bianchi, le rughe in faccia, l'invecchiamento ci fa capire che si cambia con il passare del tempo. La vita non ti aspetta ma va avanti, ti lascia dietro, bisognerebbe correre e starle dietro ogni istante. Attimo per attimo. Cercare di rinascere ogni volta e ogni giorno in modo diverso, senza pensare a dove andremo e a cosa faremo."

Un bicchiere dopo l'altro di vodka è una storia fatta di tante altre piccole storie, alcune leggere e ironiche, ma che comunque nascondono amarezza e disillusione, altre che trasudano sofferenza o indignazione e che conducono Nil alle profonde riflessioni finali che concludono il libro.
Lo stile di Sebastiano Boscarino si adatta al tono delle vicende narrate, quindi complesso, diretto e a volte molto crudo, perfetto quindi per risaltare la malinconia che accompagna la scrittura dall'inizio alla fine.
Complessivamente l'ho trovata un'ottima lettura, perché invita a riflettere su quell'insoddisfazione di fondo che molto probabilmente accompagna un po' tutti, legata ai nostri problemi quotidiani o ai desideri e aspirazioni mai realizzati.
L'unica nota negativa, che avrei preferito l'autore smorzasse, è il tono abbastanza crudo che caratterizza alcuni passaggi, sicuramente adatto all'ambientazione in un baretto squallido di periferia, ma che a prescindere non ho gradito, influendo ogni tanto sul trovare piacevole da parte mia la lettura.
Ovviamente è solo un mio giudizio dettato dal gusto personale, perché comunque consiglio vivamente questo piccolo romanzo che vi farà fermare a riflettere, oltre che conoscere storie realistiche di persone comuni, facendovi anche appassionare ad esse.

Sebastiano Boscarino: vive a Catania, è ricercatore universitario presso il Dipartimento di Matematica e Informatica. Questo è il suo primo romanzo. (dal sito di Eretica Edizioni)

12 commenti:

  1. Sembra molto interessante questo libro di cui ci parli oggi.
    Credo il linguaggio utilizzato che un pò ti ha infatidito sia voluto, data l'ambientazione del libro.

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    1. Si si, lo penso anche io, ma ripeto è solo un mio gusto personale. Il libro è molto interessante :)

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  2. Ciao Maria! Mi ispira proprio, ti dirò:) Peccato solo per le dimensioni, tendo a prediligere libri più corposi.

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    1. Ciao Virginia! Guarda, le storie raccontate dall'autore sono numerose e sembra che il tempo di lettura si allunghi. Quasi non mi è sembrato un romanzo breve :)

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  3. Questa casa editrice mi incuriosisce sempre un sacco, la seguo su Facebook e noto sempre titoli interessanti. Questo sembra molto carino e anche il mio genere! :)

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    1. Sto collaborando con molti autori di questa casa editrice e sto adorando tutti i loro lavori. Il più delle volte sono romanzi brevi, ma intensi, belli e particolari :)

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  4. Ciao Maria :* Mi sembra originale come libro e ben scritto. I racconti non sono il mio forte ma il titolo mi ha subito colpito. Grazie per la tua attenta e sincera recensione!
    Un abbraccio! <3

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    1. Ciao Antonietta :-* In effetti questo libro ha un titolo particolare che ha incuriosito subito anche me. Anche io prediligo i romanzi alle raccolte di racconti, ma in questo caso la storia è unica e contiene al suo interno tanti piccoli racconti di vite ed esperienze :)
      Un abbraccio <3

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  5. Ciao Maria, mi sembra un libro molto interessante anche se non rispecchia proprio il mio genere ma mi ha davvero incuriosito per come ne hai parlato. Anche io non sono amante dei toni troppo crudi ma se, come hai detto tu le storie ti fanno riflettere e sono realistiche, forse il linguaggio è quello adatto.
    Un saluto,
    Destino di Carta:)

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    1. Ciao Afra! Si, sicuramente il linguaggio è quello adatto, ma come ho scritto non rispecchia il mio gusto personale. Ciò non toglie che in generale il libro è molto interessante :)

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