venerdì 15 settembre 2017

Il valzer degli alberi e del cielo: L'ultimo amore di Van Gogh di Jean-Michel Guenassia

Buon pomeriggio!
Oggi vi presento un libro che non ho trovato eccezionale, ma che ho ugualmente apprezzato molto, intitolato Il valzer degli alberi e del cielo: l'ultimo amore di Van Gogh di Jean-Michel Guenassia.
L'autore si è cimentato in una sua particolare rivisitazione degli ultimi anni della vita del celebre pittore, ribaltando la tesi del suo suicidio.
Ecco la mia recensione:



EDITORE: Salani
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 aprile 2017
PREZZO DI COPERTINA: 16,90€
PREZZO EBOOK: 9,99€
PAGINE: 280

SINOSSI: Nella torrida estate del 1890, a Auvers-sur-Oise, un uomo si presenta a casa del dottor Gachet: dall'aspetto, Marguerite, figlia del medico, lo scambia per uno dei tanti braccianti agricoli che lavorano nella zona. L'uomo è Vincent van Gogh, e per Marguerite, che ama dipingere ma si dibatte tra l'insoddisfazione di non riuscire a creare nulla di apprezzabile e una condizione di figlia predestinata a un matrimonio borghese, egli assume, giorno dopo giorno, le fattezze del maestro, del genio, dell'amore. Guardandolo dipingere, la giovane vede ora i paesaggi in cui è cresciuta - le case dai tetti di paglia, le acque del fiume, i fiori, gli alberi, il cielo - con nuovi occhi: la potenza della vera arte si dispiega davanti a lei, mentre la relazione con Vincent si fa sempre più stretta, più pericolosa e infine fatale. Quando assistiamo insieme a Marguerite alla nascita dei capolavori di van Gogh, Guenassia fa rivivere l'epoca d'oro degli impressionisti e getta una nuova luce sulla tragica fine dell'artista e sui misteri che circondano alcune delle sue opere.

RECENSIONE

Secondo la tesi ufficiale, la vita di Vincent Willem Van Gogh fu molto tormentata e caratterizzata da un lento, ma progressivo e inesorabile deterioramento fisico e soprattutto mentale.
Le sue eccezionali capacità artistiche sono evidenti a tutti, i suoi quadri famosi in tutto il mondo, ma egli era noto anche per le sue violente crisi colleriche, le sue allucinazioni e fissazioni. Si ricordi l'episodio in cui a seguito di una discussione con Gauguin, Van Gogh, dopo averlo aggredito con un rasoio, fallendo nel suo intento di fargli del male, in preda a una crisi di nervi si taglia il lobo dell'orecchio sinistro.
Dopo aver vissuto in varie zone della Francia e prodotto i suoi più grandi capolavori, Van Gogh muore suicida ad Auverse, nel 1890.

Il valzer degli alberi e del cielo è ambientato proprio ad Auverse, sempre nel 1890,  anche se questa storia non ha come protagonista principale il celebre pittore, ma Marguerite, la figlia del medico che ha in cura Vincent. Il padre della ragazza, appassionato di arte, accoglie Vincent in casa, intravedendo in lui la scintilla del genio, ed è qui che i due si incontreranno per la prima volta.
Marguerite, pittrice in erba e ragazza ribelle alle convenzioni dell'epoca, incastrata da suo padre in un futuro matrimonio borghese combinato, rimane subito affascinata dalla figura di Vincent, così lontano dal suo ambiente, ma così vicino alle passioni che animano il suo cuore.
I due inizieranno una relazione segreta e Marguerite riporrà in Vincent tutte le sue speranze per il futuro. Ella assiste alla nascita delle più grandi opere del pittore e cerca di capirne tecnica e segreti per diventare a sua volta brava coi pennelli.
Il loro amore, però, diventa col tempo sempre più rischioso e si rivelerà purtroppo essere fatale.

Jean-Michel Guenassia, con il suo stile semplice, ma efficace, non solo narra la sua particolare versione dell'ultimo anno della vita di Van Gogh, ma ci presenta il pittore in una veste completamente diversa rispetto a quella a cui ci ha abituato la storia ufficiale.
Vincent, infatti, non è un uomo aggressivo o violento e sembra aver superato da tempo i suoi problemi psichici. Rivela soltanto di avere il carattere tipico degli artisti: distaccato, un po' bizzarro e lunatico, particolarità che impariamo a conoscere attraverso le memorie di Marguerite. E' teneramente innamorato di questa ragazza forte e intraprendente, che pende dalle sue labbra, anche se le dimostrerà tutto il suo affetto e la sua stima sul finale.
Contrariamente a quanto si possa pensare, la storia non è incentrata su Van Gogh, ma è Marguerite la protagonista assoluta. Anzi, sono i suoi sentimenti, le sue emozioni e il suo amore a fare da padroni.
Il pittore ha un ruolo quasi marginale nella narrazione, anche se è onnipresente attraverso i pensieri e le parole della protagonista.

" -Sei troppo giovane per me, sono troppo vecchio per te-
-Cosa importa l'età? E' adesso che bisogna essere felici, non più tardi, o mai: adesso. Preferisco qualche anno di felicità con colui che amo e mi amerà che una vita di noia con un altro.-
-Ho il doppio dei tuoi anni, Marguerite, non c'è futuro per noi.-
-Ne conoscete molte, voi, di coppie innamorate che durano a lungo? Dunque, poco importa il tempo che ci sarà dato, in quel tempo che passeremo insieme saremo felici, ed è questo che conta, no?
Se non altro, io sarò diversa dalle altre donne; quando sarò vecchia, non avrò rimpianti, potrò dire a me stessa: sono stata una donna felice, ho amato un uomo che mi ha riamata. E poi, chi dice che io voglia vivere con voi tutta la vita? Cos'è questa baggianata dell'amore eterno? Io non voglio sposarmi con voi, voglio soltanto vivere con voi. Dieci mesi, dieci anni? Meno, più? Come sapere cosa vorremo domani? Perché incarcerarsi?
Resteremo insieme per il tempo che vorremo, ciò che conta è essere felici e rimanere liberi di amarsi.-"

Preciso che il dottor Gachet e sua figlia Marguerite hanno davvero fatto parte della vita di Van Gogh, non solo nella finzione letteraria di questo storia. Egli frequentava spesso la loro casa, dove ritrasse entrambi e l'autore, nella postfazione, afferma sia che ci sarebbero numerose testimonianze sull'esistenza di un rapporto d'amore tra lui e Marguerite, anche se non esistono ovviamente prove certe, sia che il suicidio del pittore è stato messo in dubbio fin dal principio del XX secolo.

I motivi per cui vale la pena leggere Il valzer degli alberi e del cielo sono tanti. Tralasciando il fatto che si basi sull'ultimo periodo in vita di un personaggio importante come Van Gogh, il libro racconta una bella storia d'amore, tenera e dolce, anche se caratterizzata da un velo di malinconia e nostalgia.
La lettura è molto piacevole, niente di eccezionale (come ho scritto ad inizio post), ma vale la pena leggerla per struggersi e sognare insieme alla protagonista Marguerite.


JEAN-MICHEL GUENASSIA: (Algeri, 1950) è uno scrittore e drammaturgo francese.
Avvocato di professione scrive alcune sceneggiature per la Tv e per il teatro, nel 1986 scrive un romanzo poliziesco con Liana Lévi, Pour cent millions che gli vale il premio Michel Lebrun.
Nel 2009 viene pubblicato il suo primo romanzo, Il club degli incorreggibili ottimisti, edito da Albin Michel, presentato dall'editore come "il primo romanzo di uno sconosciuto di 59 anni"[1] Il romanzo viene tradotto in 10 paesi.
Nel 2012 pubblica il suo secondo romanzo: La vita sognata di Ernesto G., e nel 2015 edito da Salani pubblica La mano sbagliata. (da Wikipedia).

13 commenti:

  1. Da amante dei romanzi storici credo che questo libro, in un modo o nell'altro, finirà nella mia wishlist. Mi dispiace tuttavia sentire che nel tuo caso non abbia lasciato particolarmente il segno: probabilmente questo non lo farà finire tra le mie priorità, ma prima o poi mi piacerebbe comunque leggerlo anche solo per cambiare tipologia di protagonista e ambientazione dei romanzi storici che leggo (prevalentemente incentrati sull'Inghilterra dei Tudor e dintorni).

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    1. Anche io adoro i romanzi storici e mi dispiace che questo non sia stato per me sconvolgente, ma è stato comunque molto, molto piacevole leggerlo :)

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  2. che bello che deve essere questo libro, decisamente "diverso dal solito"

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    1. Sì, è stata una lettura dolce e poetica, molto bella :)

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  3. Ciao, ti invito a partecipare al mio GIVEAWAY, in palio una copia cartacea de "La ragazza senza ricordi" di Frances Hardinge.

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  4. Ciao Maria! Il titolo e la cover sono bellissimi, mi convince un po' meno la trama, e vedo che neanche tu ne sei rimasta totalmente coinvolta. Se lo trovo in biblioteca credo che gli darò comunque una possibilità, ma penso che non lo comprerò:(

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    1. Ciao Virginia! Credo che prenderlo in prestito in biblioteca sia una buona soluzione, non è un libro da 10 e lode, solo una piacevole lettura che mi ha incuriosito perché ha rivisitato la teoria sulla morte di Van Gogh!

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  5. Il titolo è davvero splendido e la storia sembra molto interessante! Sarà che sono un po' di parte, perché il pittore è una figura che trovo sempre interessante :)

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    1. Sì, è una bella storia, che non mi ha coinvolto pienamente, ma che ho avuto molto piacere di leggere :)

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  6. Ciao Maria! Anche questo libro mi incuriosisce ed ha un titolo meraviglioso. Io ho un debole per i titoli dei romanzi, molto più delle copertine ed hanno sempre un ruolo importante nella scelta della lettura o meno.
    E questo mi piace decisamente!
    Un abbraccio! :***

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    1. Ciao Antonietta! Anche io mi faccio influenzare molto dai titoli dei libri e alcuni sono meravigliosi, come questo, hai ragione! *_*
      Un abbraccio a te :-****

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  7. L'estratto mi ha commossa... Lo leggerò sicuramente. Grazie per la splendida recensione.

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    1. Grazie Alex, se lo leggi poi fammi sapere ^_^

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