mercoledì 14 febbraio 2018

Recensione: Il boss e Martina. Storia di una giornata storta, che poi tanto storta non era di Riccardo Persano

Buon pomeriggio!
Oggi vi parlo di Il boss e Martina. Storia di una giornata storta, che poi tanto storta non era, libro di esordio dello scrittore emergente Riccardo Persano.
Il romanzo, seppur breve, è molto diretto e ha uno stile ironico e graffiante. La sua storia riflette un po' una condizione che tutti abbiamo più o meno affrontato o che stiamo ancora vivendo: il difficile sguazzare nel mondo del lavoro e la dura vita d'ufficio con un datore di lavoro dispotico che non fa altro che sfruttare e vessare verbalmente i suoi dipendenti.
Ecco la mia recensione e tutti i dati del libro:



EDITORE: Eretica 
DATA DI PUBBLICAZIONE: 1 novembre 2016
PREZZO DI COPERTINA: 13€
PAGINE: 64

SINOSSI: Martina si trovava bene lì; ci lavoravano quasi quaranta persone, tutte tra i 27 e i 35, "La famiglia della FuturaComunicazione S.r.l.". Un branco di lupi che avrebbe rivoltato come un calzino il mondo della comunicazione. Un equipaggio di cazzari, guidati da un tizio che credeva di essere Jordan Belfort fatto di crack.



RECENSIONE

Il boss e Martina. Storia di una giornata storta, che poi tanto storta non era è un romanzo breve che rispecchia la condizione di tanti giovani di oggi: laureata con il massimo dei voti, una mente brillante e un sano entusiasmo nel suo cuore, Martina è pronta a entrare nel tanto agognato mondo del lavoro.
Come quasi tutti i neolaureati, anche lei deve affrontare la cosiddetta gavetta, svolgendo stage e tirocini prima di stringere tra le mani un vero e proprio contratto di lavoro. Ma come accade nella maggior parte dei casi, si ritrova invece ad essere sfruttata dal suo datore di lavoro, a svolgere mansioni al di sotto delle sue capacità e ad essere continuamente richiamata per le sue improbabili, anzi inesistenti mancanze.
Martina è ormai al limite e dopo l'ennesima sfuriata del suo capo nei suoi confronti, si rifugia in bagno a versare ogni lacrima che ha in corpo. È così che la troviamo già nella prima pagina del libro, è così che conosciamo lei e la sua storia.

"Il mio capo è uno stronzo, ecco! Lui non si rende conto di tutto quello che faccio, delle fotocopie che porto in riunione senza batter ciglio, nonostante il mio 110 e lode, la dignità di stampa e pure il bacio accademico del Presidente della commissione di Laurea. E non solo perché sono carina, perché ho anche una bella testa, sai, eh? Lo sai stronzo?! Ho una bella testa io..."
Singhiozzava sempre più forte, lo scrosciare ininterrotto dell'acqua dai rubinetti faticava a coprire i mugolii che emetteva anche sforzando di controllarsi. Ma niente, l'epiglottide aveva  aveva inserito la modalità "pilota automatico" ed era impossibile fermarla.
"Non gli frega niente a lui delle mie reali competenze, di quello che so fare. Il cliente mi ha sempre fatto i complimenti, i colleghi si trovano bene con me, insomma sì, ho fatto qualche errore, ma che bisogna c'era di smerdarmi così davanti a tutti?"

Chiunque al suo posto avrebbe reagito in due modi: andandosene in malo modo sbattendo la porta o facendo una scenata più o meno imbarazzante, passando anche per una persona poco intelligente.
Ma Martina no, non ci sta a passare per un'incompetente e, facendosi coraggio, affronta il suo capo nella maniera in cui tutti dovrebbero affrontare questo tipo di situazioni.

Ho apprezzato molto questo romanzo perché, anche se breve, è conciso e intelligente. Tutto si svolge nell'arco di una giornata, la giornata storta di Martina, una ragazza in gamba e pronta a darsi da fare per assecondare i suoi desideri e realizzare le sue aspirazioni. Purtroppo per lei, e per molti altri, si è imbattuta in un capo stronzo e arrogante, sostanzialmente tutto fumo e niente arrosto che, come avrete modo di scoprire, nasconde le sue insicurezze e la sua totale incapacità sottomettendo i suoi dipendenti, grazie anche alle sue capacità oratorie, molto spiccate.
Lo stile di Riccardo Persano è diretto e incisivo, senza fronzoli, ma anche molto ironico. Una scrittura come la sua mi ha sempre attirato molto nelle altre letture. Tra l'altro il romanzo è scritto bene, in modo corretto e si legge fluidamente.
L'elemento che mi ha colpito maggiormente è la concretezza della storia: tutti possiamo immedesimarci facilmente in questa situazione perché quasi tutti più o meno l'abbiamo già affrontata.
Ed è per questo che consiglio di leggere Il boss e Martina. Storia di una giornata storta, che poi tanto storta non era perché vi catturerà immediatamente e vi ritroverete subito a fare il tifo per Martina, una ragazza come tante che però ha avuto il coraggio di ribellarsi in modo inusuale ma intelligente.


RICCARDO PERSANO: nasce a Genova il 20 gennaio 1984, in una giornata freddissima. Lavora per anni nel campo del marketing e della pubblicità, contribuendo attivamente alla crisi di entrambi. Attualmente scrive storie sperando, con queste, di cambiare il mondo. "Il boss e Martina" è il suo romanzo d'esordio.

10 commenti:

  1. un romanzo che insegna. Ottima recensione, tengo presente

    RispondiElimina
  2. Questo finisce dritto dritto in wish list! Già il titolo mi stava simpatico, poi la sinossi mi ha catturata ma la tua recensione mi ha dato il colpo di grazia!

    RispondiElimina
  3. Sembra veramente molto interessante! :) Me lo segno :)
    https://itsallabouttheglowxoblog.blogspot.it/

    RispondiElimina
  4. Ciao Maria! Ti faccio una confessione: credo proprio che questo romanzo mi interesserebbe perché riguarda qualcosa che mi tocca da vicino.
    Come quasi tutti i miei coetanei, oscillo tra occupazione e disoccupazione con contratti precari. Ma due anni fa mi è capitata una situazione come quella della protagonista...e confermo, avere paura di andare al lavoro per i maltrattamenti è persino peggio che essere a casa senza impiego!
    Sono stati mesi un po' bui: contavo i giorni di contratto che mi rimanevano come se dovessi uscire di galera, tutti sapevano che ero nel "mirino" della capa, anche io ho veramente pianto tanto.
    Per fortuna poi sono riuscita a trovare altro ed a vedere il mondo del lavoro da un'altra prospettiva!
    Queste persone sono dei deboli che sfogano le loro frustrazioni su chi non può difendersi. Purtroppo il precariato costante ha di fatto "legalizzato" una serie di fenomeni che se non sono di mobbing ci assomigliano. Queste cose, al tempo dei nostri genitori, quando si poteva cambiare lavoro facilmente perché avere un impiego era un diritto e non una conquista, non sarebbero state certo tollerate.
    Scusa il papiro... il romanzo sembra davvero interessante, comunque

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Silvia! Ti ringrazio per questa tua confidenza e posso immaginare quanto ti abbia fatto stare male quella situazione. Io non l'ho mai vissuta in ambito lavorativo perché oscillo più sulla disoccupazione, diciamo, ma ai tempi della scuola e università sono stata presa di mira da un paio di prof. Anche loro persone frustrate, come la tua capa.
      Anche se non ti conosco, mi dai l'impressione di essere una ragazza in gamba e quindi sono sicura che oggi sei apprezzata nella tua professione e che quella spiacevole situazione è solo un lontano ricordo.
      Un bacio!

      Elimina
  5. Me lo segno e lo leggerò, ho proprio voglia di leggere un buon libro! :)

    RispondiElimina