mercoledì 2 maggio 2018

Recensione – Come poeta Dio non vale un cazzo di Giuliano Petrigliano

Si intuisce già dal titolo di quest'opera che essa è molto singolare e particolare.
Come poeta Dio non vale un cazzo è una raccolta di poesie diverse da quelle che ho letto e recensito fin ora. Componimenti ironici e diretti, crudi e a volte massacranti, ma tutti con uno stile inconsueto e caratteristico.
Ringrazio l'autore Giuliano Petrigliano per avermi permesso di leggere il suo lavoro.
Ecco la mia recensione e tutti i dati del libro:



recensione-come-poeta-dio-non-vale-un-cazzo-di-giuliano-petrigliano
EDITORE: Eretica Edizioni
DATA DI PUBBLICAZIONE: 31 luglio 2016
PREZZO DI COPERTINA: 14€ (in offerta a 10,90€ sul sito di Eretica Edizioni)
PAGINE: 174


SINOSSI: Come poeta Dio non vale un cazzo, sostiene Giuliano Petrigliano. Ostentata blasfemia? Goliardica provocazione? Forse, semplicemente, è il sano gusto di toccare l’intoccabile, di sovvertire la tracotante sacralità da sempre appioppata alla poesia. Ed è quindi così che, come molti poeti scadenti, anche l’Onnipotente, nel momento di scrivere poesie, toppa. Petrigliano vuole riportare la Poesia dall’alto dei cieli su questa Terra, farla tornare umana, perché come afferma nella sua prefazione, “la smania di fornire verità assolute alla gente è ciò che ha sempre fregato gli scrittori”.


RECENSIONE

Come scritto nella sinossi, il titolo di questo libro, Come poeta Dio non vale un cazzo, rappresenta una blasfemia o una provocazione? Ovviamente la seconda.

[...] Come poeta Dio non vale un cazzo,
è negato,
si esprime male e conosco molti poeti
più in gamba di lui

Giuliano Petrigliano rompe gli schemi abituali che ritroviamo nei tradizionali componimenti poetici, abbandona solennità e sacralità e trasla la sua poesia su una dimensione più terrena cimentandosi nella scrittura di versi ironici e irriverenti, ma nello stesso tempo profondi e riflessivi.

C'è stato un tempo in cui vivevo
come uno studente fuori sede
e un giorno uno dei miei coinquilini mi disse:
"domani tocca a te fare le pulizie"


Io risposi:

"va bene, non c'è problema"
e siccome lui era abituato
a coinquilini scansafatiche
che facevano di tutto
pur di saltare il loro turno,
mi disse:
"sei una persona meravigliosa"


In realtà io stavo già pensando

a quale scusa presentare il giorno dopo
per uscire presto al mattino
e rientrare a notte inoltrata
rendendomi così irreperibile
a chiunque volesse condannarmi a una giornata
di scope e detersivi


Ora non ricordo quale scusa utilizzai,

ricordo solo che il mio coinquilino
(che una brava persona
lo era sul serio)
mi disse di non preoccuparmi,
che lui aveva pulito al posto mio
e che avrei recuperato il mio turno
la settimana successiva


Avevo sette giorni

per trovare un nuovo appartamento.

La quotidianità è il filo conduttore di queste liriche, dove si alternano rabbia, frustrazione, dolore e nostalgia, e dove serpeggia un amore che sembra non corrisposto.

[...] L'amore fa nascere domande
ma quasi sempre è avaro di risposte
ed è per questo che in situazioni del genere
quando ci si parla in piena notte
sospesi fra domande spiazzanti e risposte surreali,
la cosa migliore sarebbe
smettere di parlare
e, nel dubbio, fare l'amore.


Melenso, non trovate?


Di base, possiamo notare in questi componimenti anche una sorta di disillusione verso la vita, il mondo, l'umanità, ma sempre caratterizzati dallo stile dissacrante e ironico di Giuliano Petrigliano, che mi ha colpito positivamente fin dai primi versi. Egli non dà molto peso alla metrica, la sua scrittura è più concreta che aulica, ma ho riso molto e mi sono anche commossa leggendo il suo lavoro. Una delle migliori raccolte di poesie mai lette.

[...] siate consapevoli,
esimi colleghi poeti
e giocolieri dei miei coglioni,
che ogni notte
dopo aver letto una timida poesia
con una sillaba di troppo,
vi verrà in mente una sillaba migliore
e dovrete appuntarvela


il mattino dopo alzatevi

respirate
prendete coscienza di essere ancora vivi
e sistemate le cose


e se non avete voglia di farlo

allora mollate
e smettetela di ammorbare il prossimo
con le vostre stronzate.

Non scandalizzatevi subito alla vista del titolo, non fermatevi in superficie, ma date una possibilità a Come poeta Dio non vale un cazzo, una raccolta poetica unica e originale nonché provocatoria e irriverente. Ne rimarrete estasiati proprio perché sono sicura che non avete mai letto nulla del genere e con uno stile uguale a quello di Giuliano Petrigliano, uno scrittore che spero continui su questa linea.


Giuliano Petrigliano: nasce a Policoro (MT) il 29 ottobre 1991. Cantautore e musicista, fa il suo esordio letterario nel 2015 con la raccolta “Poesie Inutili”, edita da Matisklo Edizioni. “Come poeta Dio non vale un cazzo” è il suo secondo lavoro.

3 commenti:

  1. Eh vabbhè da questi brevi stralci mi sembra chiaro e senza alcun dubbio che io debba leggere questo libro! :)

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  2. non saprei... forse devo provare a leggerlo per avere una idea precisa al riguardo! :)

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  3. non leggo poesie ma il titolo di questo romanzo invoglia a comprarlo

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